Della porta moralista?
DOI:
https://doi.org/10.6093/547-2121/13327Parole chiave:
Della Porta, fisiognomica, filosofia naturale, moralistica, Accademia dei LinceiAbstract
Il saggio intende riconsiderare un aspetto dell’opera di Giovan Battista della Porta solo lambito, seppur molto autorevolmente; poi caduto in desuetudine. E cioè un particolare modo in cui la fisiognomica dellaportiana si situa entro la letteratura moralistica seicentesca. Se ripetuta attenzione s’è avuta per le implicazioni morali del corpus fisiognomico di della Porta, precipuamente additandone le evidenti ascendenze aristoteliche, non altrettanto impegno esegetico si è versato sui modi stilistici mediante cui il savant partenopeo disegna la sua propria sfera di materia morale. Obiettivo dell’indagine che qui si svolge è fare luce su una peculiare écriture moraliste che trama la fisiognomica dellaportiana. A ciò più induce l’adozione di una prospettiva che si delinea secondo un itinerario di Wirkungsgeschichte. La struttura aforistica dell’opera di della Porta di tema fisiognomico si rivela con assai maggior chiarezza guardando alla maniera con cui una sua opera di eccezionale successo editoriale quale il De humana physiognomonia è acquisita alla più peculiare tradizione dell’Accademia dei Lincei; dell’accademia cesiana, come ben noto, della Porta è viceprincipe dall’ascrizione all’anno di morte.
