L’apologo del pavone: un racconto zoomorfico nel Discreto di Balstasar Gracián (con uno sguardo sulle sue prime traduzioni italiane)
DOI:
https://doi.org/10.6093/547-2121/13305Parole chiave:
El Discreto, Gracián,, apologo,, pavone,, ostentazione,, invidia,, temperanza,, traduzione,, moralismoAbstract
Il presente articolo si propone di analizzare un racconto zoomorfico contenuto ne El Discreto di Baltasar Gracián: l’apologo del pavone, narrato nel XIII realce dell’opera. Il brano affronta i temi dell’ostentazione e dell’invidia, proponendo come soluzione la moderazione, in linea con il principio cardine della discreción. L’analisi del motivo zoomorfico del pavone mette in luce le sue radici classiche e medievali, nonché il suo impiego nel pensiero di Gracián quale elemento che coniuga apparenza e sostanza.
All’esame del Discreto si affianca uno studio della sua precoce ricezione in Italia attraverso le prime traduzioni (1704-1725), che rivela interpretazioni divergenti, arricchite da commenti moralistici, fraintendimenti e adattamenti culturali. Tali elementi testimoniano, da un lato, l’incipiente fortuna europea dell’opera,
