Cioran e il «segreto dei moralisti». Genealogia di una metamorfosi soggettiva

Autori

  • Mariano Cinque

DOI:

https://doi.org/10.6093/547-2121/13311

Parole chiave:

letteratura romena, letteratura francese, etica, soggetto, desiderio

Abstract

 

 Il presente articolo intende ricostruire, dal punto di vista storico ed esistenziale, gli anni della svolta di Cioran in Francia quando sceglie di abbandonare definitivamente la lingua romena e scrivere esclusivamente in francese. Questa decisione di Cioran è stata anticipata, in un certo senso, anche dalla sua esperienza di lettura dei moralisti francesi, dove il confronto dello scrittore romeno con i pensatori transalpini non ha semplicemente riguardato un esercizio sulla forma e sullo stile, ma ha significato soprattutto liberarsi del proprio passato politico negativo. Un altro aspetto su cui questo articolo si sofferma è la particolare amicizia di Cioran con Benjamin Fondane, avvenuta a Parigi durante l’Occupazione nazista, che consentirà a Cioran di emanciparsi dai pregiudizi ideologici di un tempo e di deporre ogni forma di fanatismo. A partire da questi eventi cruciali che hanno segnato profondamente la vita di Cioran a Parigi in esilio sarà possibile distinguere il moralismo (in senso banale) dall’etica: mentre il primo è conformista, la seconda è innovativa e inventiva, e prepara modi nuovi e inaspettati del vivere umano.

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Pubblicato

2026-02-10

Fascicolo

Sezione

Articoli