La rappresentazione manzoniana della famiglia di Geltrude nel "Fermo e Lucia": il carnefice e la sua vittima

Autori

  • Anna Maria Pedullà Università degli studi di Napoli “L’Orientale”

DOI:

https://doi.org/10.6093/547-2121/7080

Parole chiave:

Letteratura

Abstract

Questo saggio è una lettura della storia di Gertrude presente nel II tomo del Fermo e Lucia di Alessandro Manzoni. Le vicende della giovane de Leyva, realmente accadute e già narrate dallo storico secentesco Giuseppe Ripamonti, sono oggetto dell’attenta analisi manzoniana, interessata a rilevare i motivi per cui la nobile milanese, costretta a una monacazione forzata, discenda in un vero e proprio “inferno monacale,” nel conflitto tra sentimenti di orgoglio e desiderio di trasgressione e sensi di colpa e incapacità di ribellarsi. La storia, che viene drasticamente ridimensionata nei Promessi Sposi, appare qui come un vero romanzo nel romanzo dai toni foschi e sulfurei, in cui prevale l’inclusione di materiali libertini e gotici della narrativa settecentesca e in parte ottocentesca.

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Pubblicato

2020-07-10