Il lamento di Costantinopoli nel libro I dell’Alfonseis di Matteo Zuppardo

Autori

DOI:

https://doi.org/10.6093/2974-637X/12944

Parole chiave:

Alfonso il Magnanimo, Poesia umanistica latina, Planctus Urbium, Laudes civitatum

Abstract

Dopo una presentazione generale dell’autore e della sua opera, il saggio si concentra sull’esame del lamento che la personificazione allegorica di Costantinopoli (recentemente conquistata dai Turchi di Maometto II nel 1453) pronuncia apparendo in sogno ad Alfonso il Magnanimo, nel libro I dell’Alfonseis (vv. 19-83), poema storico-epico ed encomiastico composto tra il 1455 e il 1457 dal notaio e umanista siciliano Matteo Zuppardo. L’analisi, in particolare, si concentra sui suggerimenti letterari presenti nel passo in questione (tratti principalmente da Virgilio, Ovidio e Stazio, ma anche dalla Bibbia e dai poeti cristiani), e sui rapporti con la tradizione tardoantica e medievale del planctus e delle laudes civitatum. Adeguata attenzione è inoltre dedicata agli aspetti stilistici, retorici e metrici.

Biografia autore

Armando Bisanti, Università degli Studi di Palermo

Armando Bisanti (Palermo 1957) è professore ordinario di Letteratura Latina Medievale e Umanistica presso l’Università di Palermo. I suoi principali interessi riguardano la favolistica mediolatina, il teatro medievale e umanistico (tragedia e commedia), la poesia mediolatina (soprattutto l’epica e la poesia d’amore), l’agiografia, la cultura e la letteratura latina nell’Italia meridionale in età normanno-sveva, la narrativa quattrocentesca e la tradizione degli autori classici tra Medioevo e Umanesimo. È membro dell’Officina di Studi Medievali (Palermo), della SISMEL (Firenze) e fa parte del consiglio scientifico del Centro di Studi Filologici e Linguistici Siciliani (Palermo). Dal 2008 è direttore responsabile di «Schede Medievali» ed è inoltre componente dei comitati scientifici delle riviste «Pan» e «Interpres».

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Pubblicato

02/01/2026

Come citare

Bisanti, A. (2026). Il lamento di Costantinopoli nel libro I dell’Alfonseis di Matteo Zuppardo. CESURA - Rivista, 5(1), 9–62. https://doi.org/10.6093/2974-637X/12944