Retaggi Visibili e Invisibili del Passato Nucleare: La Miniera di Uranio nella Romania Occidentale
DOI:
https://doi.org/10.6093/2724-3192/12957Parole chiave:
Estrazione dell'uranio, Patrimonio culturale nucleare, Guerra fredda, Romania, Studi regionaliAbstract
L’uranio è una risorsa naturale fondamentale, che svolge un ruolo cruciale nel settore nucleare, e la sua radioattività comporta implicazioni durature, spesso considerate come un patrimonio del futuro. L’estrazione e l’utilizzo dell’uranio hanno profondamente trasformato interi territori e contribuito in maniera significativa alla conformazione delle cosiddette società atomiche. Questo articolo indaga le complesse eredità dell’attività mineraria dell’uranio a Ștei, città mono-industriale strategicamente sviluppata nella Romania occidentale, modellata dalla geopolitica della Guerra Fredda e dalla collaborazione tra le autorità sovietiche e romene. Basandosi su ricerche d’archivio e indagini sul campo svolte tra il 2022 e il 2025, lo studio analizza criticamente l’evoluzione urbana e architettonica di Ștei, il degrado ambientale e la natura controversa della sua memoria collettiva, inserendola nel più ampio contesto degli sforzi europei di documentazione del patrimonio culturale nucleare. La documentazione del suo passato rappresenta un passo fondamentale verso il riconoscimento e la salvaguardia di queste eredità complesse materiali e immateriali sottolineando la necessità di approcci integrati, multiscalari e interdisciplinari per comprendere appieno le ripercussioni socio-ambientali a lungo termine della modernità nucleare nel contesto dell’Europa post-socialista.
