L’inchiesta di Goffredo di Summesot del 1282: osservazioni sulla militia nel Regno di Sicilia a partire da una fonte pugliese di età primo-angioina
DOI:
https://doi.org/10.6093/1593-2214/13630Parole chiave:
Medioevo, secolo XIII, Italia, Regno di Sicilia, Angioini, Inquisitio, Giustiziere, Terra di Bari, milites, signori, Catalogus baronumAbstract
Nel febbraio 1282 il giustiziere di Terra di Bari, Goffredo de Summesot, conclude l’inchiesta voluta da Carlo I d’Angiò, re di Sicilia, volta a verificare la struttura della militia regia nel giustizierato di sua pertinenza. Il contributo intende offrire una prima riflessione sulla fonte, dalla quale vengono presentati primi dati quantitativi generali utili a mostrarne le potenzialità non solo in chiave prosopografica. Attraverso il confronto con alcuni casi presenti nel Catalogus baronum e una prima verifica delle fonti locali, si propone una riflessione preliminare sulle caratteristiche dei milites locali sia nella loro relazione verticale con la corona o con i signori territoriali sia in quella orizzontale, sul territorio. Se ne trae un quadro d’insieme potenzialmente di grande interesse.
Downloads
Downloads
Pubblicato
Come citare
Fascicolo
Sezione
Licenza
Copyright (c) 2026 Victor Rivera Magos

TQuesto lavoro è fornito con la licenza Creative Commons Attribuzione 4.0 Internazionale.
RM Rivista pubblica in internet, ad accesso aperto, con licenza:
| CCPL Creative Commons Attribuzione |
L'autore conserva il copyright sul suo contributo, consentendo tuttavia a chiunque "di riprodurre, distribuire, comunicare al pubblico, esporre in pubblico, rappresentare, eseguire e recitare l'opera", purché siano correttamente citati l'autore e il titolo della rivista. L’autore, al momento della proposta di pubblicazione, è inoltre tenuto a dichiarare che il contenuto e l’organizzazione dell’opera è originale e non compromette in alcun modo i diritti di terzi, né gli obblighi connessi alla salvaguardia di diritti morali ed economici di altri autori o di altri aventi diritto, sia per testi, immagini, foto, tabelle, sia per altre parti di cui il contributo può essere composto. L’autore dichiara altresì di essere a conoscenza delle sanzioni previste dal codice penale e dalle leggi speciali per l’ipotesi di falsità in atti ed uso di atti falsi, e che pertanto Reti Medievali è esente da qualsiasi responsabilità di qualsivoglia natura, civile, amministrativa o penale, e sarà dall'autore tenuta indenne da qualsiasi richiesta o rivendicazione da parte di terzi.
