Agenti, mediatori, ribelli: spunti su diplomazia, commercio e rivolta dalle fonti veneto-cretesi del Trecento (1348-63)
DOI:
https://doi.org/10.6093/1593-2214/14123Parole chiave:
Secolo XIV, Creta veneziana, Egeo, emirati anatolici, consoli, feudati, diplomazia, mediazione, licenze commerciali, rivolta di San TitoAbstract
La rivolta di San Tito del 1363 è tradizionalmente letta come l’esito accumulativo delle tensioni tra Venezia e il suo dominio cretese. Il contributo propone invece una lettura “operativa”, spostando l’attenzione sul funzionamento concreto dell’autorità veneziana a Creta e sul ruolo degli agenti che la mediavano: notai, ambasciatori, consoli e mercanti operanti tra l’isola, Venezia e gli emirati anatolici. Attraverso le fonti consiliari veneto-cretesi e le licenze di commercio, si argomenta che la mediazione non fu un fattore di stabilizzazione del dominio, ma il vettore della sua trasformazione: la rivolta ne rappresentò l’approdo, non il fallimento.
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