L’Italia bizantina e la preghiera ebraica

Autori

  • Michael Ryzhik

DOI:

https://doi.org/10.6093/2281-6062/13384

Abstract

Nell'articolo si analizza la preghiera mattutina Tefillaṯ ha-šaḥar ("Sempre deve l'uomo temere Iddio in segreto"), esaminandone le varianti nei diversi riti ebraici medievali, con particolare attenzione al nusaḥ romaniota — il rito degli ebrei greci e bizantini — considerato il più arcaico e vicino alla tradizione palestinese. Attraverso il confronto tra manoscritti e edizioni a stampa dei riti romaniota, siciliano, corfiota, italiano, ashkenazita e sefardita, si identificano tre tipologie di interpolazioni, tese ad attenuare le connotazioni mistiche e individualistiche del testo, rendendolo più adatto alla preghiera pubblica. L'analisi linguistica rivela inoltre l'arcaicità del suffisso pronominale -מו -mo e del composto attahu (אתהו), quest'ultimo attestato solo in testi protocabbalistici di probabile origine bizantina. Infine, viene esaminato l'influsso del greco medievale sulla formazione dell'infinito ebraico nei manoscritti di area bizantina.

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Pubblicato

2026-03-07

Come citare

Ryzhik, M. (2026). L’Italia bizantina e la preghiera ebraica. Sefer yuḥasin ספר יוחסין | Review for the History of the Jews in South Italy | Rivista Per La Storia Degli Ebrei nell’Italia Meridionale, 13, 41–52. https://doi.org/10.6093/2281-6062/13384

Fascicolo

Sezione

Articoli