Locked in the Ivory Tower. Mihály Babits in the 20th and 21th Century Literary Canon
DOI:
https://doi.org/10.6093/1826-753X/13364Parole chiave:
canone letterario e politica letteraria, letteratura ungherese, Mihály Babits, stalinismo e socialismo sovieticoAbstract
Titolo dell’articolo in italiano: Rinchiuso nella torre d’avorio. Mihály Babits nel canone letterario del XX e XXI secolo
Il saggio presenta il caso di Mihály Babits (1883-1941), una delle menti creative più erudite e innovative del primo Novecento ungherese, figura chiave del modernismo letterario e della rivista progressista Nyugat (Occidente).Tuttavia, la reputazione di Babits nella storia della letteratura ungherese è stata danneggiata dalla dittatura sovietica, prima ancora che gli venisse conferita una posizione salda nel canone letterario. Nei decenni del socialismo la situazione non è cambiata, neanche negli anni Ottanta, in seguito a notevoli sforzi del mondo accademico. La riabilitazione di Babits è tutt’ora in corso: la sua opera costituisce un capitolo essenziale della storia letteraria ed è parte integrante del programma scolastico, eppure il pubblico ancor’oggi ha lui un’immagine distorta e stereotipata. Si propone, quindi, una riflessione sul funzionamento della canonizzazione letteraria, ovvero sulla complessa interazione tra processi basati sia su ragionamenti e i loro effetti, sia su suggestioni non meditate e i loro esiti involontari.
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