Performative Thinking in Humanities
DOI:
https://doi.org/10.6093/2284-0184/13168Parole chiave:
Giambattista Vico – Giulio Genoino – Dramma – Biografia –Teatro, Angelo – Coro – Violino – Iconografia – Musica, Estetica – Arti – Performatività – Performer umano – Agente AI, Arte – Ricerca – Transdisciplinarietà – Installazione – Scenografia, Intermedialità – Arte installativa immersiva – Trasposizione letteraria – Narrazione spaziale – Ecologia e mare, Colapesce – Mare – Ecologia – Potere – Sostenibilità, Acqua – Idrofoni – DIY – Improvvisazione – Immersivo, Installazione intermediale – Science-art – Multibeam Echo Sounder (MBES) – Mappatura morfo-batimetrica – Fiaba ecologicaAbstract
1.
Il Giambattista Vico di Giulio Genoino
Alessia Scognamiglio
Consiglio Nazionale delle Ricerche
Istituto per la Storia del Pensiero Filosofico e Scientifico Moderno (CNR-ISPF)
La commedia Giambattista Vico di Giulio Genoino (Frattamaggiore, 1773 – Napoli, 1856) – fu rappresentata a Napoli nel 1820 e pubblicata nel 1824. Per Genoino la vicenda biografica del filosofo napoletano vale come modello pedagogico e viene raccontata come esempio etico e di speranza futura: Vico è exemplum di un certo tipo di esistenza morale, modello utile per istruire le nuove generazioni, oltre che ideale da seguire per trasmettere un messaggio di comportamento etico valido per tutti, sebbene la vicenda raccontata si snodi attraverso un impianto bozzettistico, che lascia poco margine al suo pensiero a favore del racconto di aneddoti domestici e di episodi tratti dalla sua biografia declinati in chiave umoristica.
Giambattista Vico – Giulio Genoino – Dramma – Biografia –Teatro
2.
L’angelo con violino nell’iconografia pugliese
Sabrina Santoro
Conservatorio di Musica di Fermo “G.B. Pergolesi”
Il tema degli angeli musicanti rappresenta uno dei nuclei più significativi dell’iconografia musicale in Puglia, offrendo un osservatorio privilegiato sull’intreccio tra arti figurative, spiritualità e cultura sonora nel contesto dell’Italia meridionale. Dall’età medievale fino al pieno Barocco, la presenza di figure angeliche intente a suonare strumenti musicali accompagna cicli decorativi, apparati scultorei e pittorici destinati a chiese, cattedrali e complessi monastici, assumendo una funzione simbolica, teologica e didattica di primaria importanza. In ambito pugliese, gli angeli musicanti si collocano all’incrocio di molteplici influenze culturali: la tradizione bizantina, ancora fortemente radicata nel territorio tra XI e XIII secolo; i modelli romanici e gotici provenienti dall’Europa settentrionale; e, successivamente, il linguaggio rinascimentale e barocco mediato dai grandi centri artistici della penisola. Tale stratificazione si riflette sia nelle modalità figurative sia nella varietà degli strumenti raffigurati, che spaziano dagli aerofoni (trombe, flauti, organetti portativi) ai cordofoni (liuti, arpe, viole), fino agli idiofoni e membranofoni, spesso rappresentati con notevole attenzione al dettaglio costruttivo. L’iconografia degli angeli musicanti in Puglia non va interpretata come semplice decorazione, ma come espressione visiva di una concezione cosmologica e teologica della musica. Gli angeli, mediatori tra il mondo divino e quello terreno, incarnano l’armonia celeste descritta dalla tradizione patristica e medievale, in cui la musica è riflesso dell’ordine divino e strumento di elevazione spirituale. In questo senso, le raffigurazioni pugliesi dialogano con il concetto di musica coelestis e con l’idea di liturgia eterna, alla quale il fedele è simbolicamente invitato a partecipare. Un aspetto di particolare rilievo è il rapporto tra iconografia e prassi musicale. Le immagini di angeli musicanti costituiscono una fonte iconografica di grande valore per la ricostruzione degli strumenti e delle pratiche esecutive in uso nelle diverse epoche, soprattutto in un’area geografica in cui le fonti scritte risultano spesso frammentarie. Al tempo stesso, tali raffigurazioni riflettono la dimensione performativa della musica sacra e il ruolo del suono nella costruzione dell’esperienza liturgica e devozionale. L’iconografia musicale pugliese tra XVII e XVIII secolo documenta la presenza di un violino barocco con manico lungo, caratterizzato da soluzioni costruttive differenti rispetto ai modelli progressivamente affermatisi nel resto d’Italia. In particolare, tali strumenti si distinguono per assetti strutturali che sembrano riflettere una tradizione liutaria napoletana, autonoma o solo parzialmente influenzata dalle principali scuole di liuteria del Barocco italiano. Attraverso l’analisi comparata l’articolo intende mettere in luce la specificità locale dell’iconografia degli angeli musicanti, evidenziando continuità, trasformazioni e peculiarità.
Angelo – Coro – Violino – Iconografia – Musica
3.
Arte e pensiero nell’epoca dell’AI
A proposito di un recente libro a cura di Franco Alberto Cappelletti e Luisa Simonutti
Giulia Rizzo
Università degli Studi di Napoli Federico II
Il saggio esamina il libro collettaneo Mirabili artefatti. Arte e pensiero nell’epoca dell’AI – a cura Franco Alberto Cappelletti e Luisa Simonutti (Mimesis, Milano, 2025) – e si apre poi a proporre, in ambito artistico, una relazione di reciproca creazione fra perforrmer umano e AI.
Estetica – Arti – Performatività – Performer umano – Agente AI
sezione monografica
Installazione intermediale Una fiaba ecologica napoletana. Vita e morte di Nicola Pesce
di Nera Prota e Rebecca Carlizzi
Dispositivi del sensibile: materiali teorici e artistici
a cura di Nera Prota
4.
Livelli di realtà. L’installazione per il Napoli Fringe Festival Una fiaba ecologica napoletana. Vita e morte di Nicola Pesce
Nera Prota
Accademia di Belle Arti di Napoli
L’installazione Una fiaba ecologica napoletana. Vita e morte di Nicola Pesce, presentata al Napoli Fringe Festival 2025, reinterpreta il mito di Colapesce in chiave ecologica attraverso una collaborazione tra artisti, filosofi e scienziati dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, del Cnr-Ispf e del Cnr-Ismar. L’opera integra moduli narrativi, visivi, acustici e scenografici, generando un ambiente immersivo che mette in crisi le categorie tradizionali di mostra, racconto e scenografia. Ispirata agli assiomi della transdisciplinarità di Basarab Nicolescu, l’installazione propone una pluralità di livelli di realtà e invita il pubblico a costruire la propria esperienza attraverso molteplici punti di vista e di ascolto. La dimensione partecipativa del visitatore diventa così parte integrante del dispositivo artistico, evidenziando la necessità di nuove forme di conoscenza sensibili alla complessità e alle urgenze ecologiche contemporanee.
Arte – Ricerca – Transdisciplinarietà – Installazione – Scenografia
5.
L’onda come linguaggio narrativo
La metodologia progettuale per un’installazione intermediale per il Napoli Fringe Festival
Rebecca Carlizzi
Accademia di Belle Arti di Napoli
L’elaborato analizza Una fiaba ecologica napoletana. Vita e morte di Nicola Pesce, un’installazione intermediale e immersiva presentata nell’ambito del Napoli Fringe Festival 2025, come caso di studio sulla trasposizione letteraria nello spazio installativo. Il progetto, sviluppato all’interno del percorso dottorale in Performing, Staging Arts, Music Composition and Creativity, indaga le possibilità narrative dello spazio scenografico attraverso l’integrazione di arte, scienza e letteratura. A partire dalla riscrittura della leggenda di Colapesce, l’opera costruisce un ambiente percorribile in cui parola, immagine, suono e dati scientifici convivono in una struttura semiotica complessa, attivando una fruizione sensoriale e partecipativa. Il presente elaborato si articola in due parti: la prima affronta il concetto di intermedialità applicato al rapporto tra narrazione e spazio, con riferimento alle teorie di Clüver e agli studi sull’arte installativa; la seconda descrive il processo metodologico di progettazione e sperimentazione dell’opera, dalla ricerca scientifica sul moto ondoso alla definizione formale e tecnologica dell’installazione.
Intermedialità – Arte installativa immersiva – Trasposizione letteraria – Narrazione spaziale – Ecologia e mare
6.
Nico e il suo re
Una fiaba filosofica per adulti e bambini
Rosario Diana
Consiglio Nazionale delle Ricerche
Istituto per la Storia del Pensiero Filosofico e Scientifico Moderno (ISPF-CNR)
Questa fiaba filosofica per adulti e bambini – scritta per l’installazione progettata da Nera Prota e Rebecca Carlizzi – è liberamente ispirata alla leggenda di Nicola Pesce, detto Colapesce. La leggenda viene ripresa e raccontata da Benedetto Croce (Storie e leggende napoletane (1919), a cura di G. Galasso, Adelphi, Milano, 20139, pp. 298-305). Nel mito Colapesce è un ragazzo abilissimo nel nuoto in superficie e sottacqua, al quale il suo re chiede di realizzare imprese piuttosto impegnative e difficoltose, una delle quali – davvero azzardata – ne provocherà la morte per annegamento. Come si vedrà, la storia di Nico somiglia a quella di Colapesce, ma se ne differenzia in molti punti. Uno di questi è il finale non tragico. Inoltre Nico è un ragazzo-delfino che si ribella alle richieste di saccheggio dei fondali da parte del suo re, convincendolo a rispettare il mare e a dismettere ogni intento predatorio nei suoi confronti. È un lieto fine non solo per il fatto che il protagonista non muore, ma anche perché riesce a persuadere il suo re ad avere un atteggiamento di tutela verso il mondo marino: un’impresa ardua, certo, che tutti noi auspicheremmo potesse riuscire non solo in una storia di fantasia, ma anche nella realtà attuale, con i potenti della terra…
Colapesce – Mare – Ecologia – Potere – Sostenibilità
7.
Alcuni disegni per l’illustrazione della fiaba Nico e il suo re di Rosario Diana
Gennaro Vallifuoco
Accademia di Belle Arti di Napoli
In questo lavoro l’Autore pubblica alcuni disegni creati espressamente per l’installazione Una fiaba ecologica napoletana. Vita e morte di Nicola Pesce, progettata e realizzata da Nera Prota e Rebecca Carlizzi.
Disegno – Collage – Computer grafica – Pittura popolare – Stile fiabesco
8.
L’imprevedibilità sonora delle maree e la scoperta della loro voce.
Field recording, sound design e composizione musicale sperimentale
per il paesaggio sonoro dell’installazione per il Napoli Fringe Festival
Gabriele D'Italia
Accademia di Belle Arti di Napoli
Il presente articolo analizza i processi di ricerca artistica sviluppati, nell’ambito di un dottorato presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, per l’installazione intermediale Nico e il suo re. Una fiaba ecologica napoletana, presentata al Napoli Fringe Festival 2025. Lo studio esplora le metodologie per catturare e rielaborare l’imprevedibilità acustica delle maree, coniugando pratiche di field recording e l’utilizzo di uno strumento elettroacustico originale denominato Cariddi. Attraverso l’impiego di idrofoni e tecniche di improvvisazione estemporanea con il moto ondoso, l’indagine definisce un protocollo per la creazione di ambienti immersivi. I feedback raccolti confermano la validità di un approccio multidisciplinare capace di integrare dimensione narrativa, scientifica e sonora, dimostrando la capacità dell’acqua di coinvolgere un pubblico intergenerazionale, aprendo nuove prospettive nella ricerca idro-acustica applicata alle arti.
Acqua – Idrofoni – DIY – Improvvisazione – Immersivo
9.
Le opere di science-art all'interno dell'installazione
Marina Iorio
Consiglio Nazionale delle Ricerche
Istituto di Scienze Marine (ISMAR-CNR)
L'installazione intermediale di Nera Prota e Rebecca Carlizzi: Una fiaba ecologica napoletana: vita e morte di Nicola Pesce, esplora il complesso legame tra uomo e mare, affrontando i temi dello sfruttamento ambientale e della crisi ecologica. Il progetto fa convergere molteplici linguaggi artistici in un’esperienza immersiva. Il nucleo estetico delle tre opere di science-art, presenti nell’installazione, si basa sulla rielaborazione artistica di dati scientifici ottenuti tramite tecnologie Multibeam Echo Sounder (MBES), sistemi sonar che trasformano la riflessione delle onde acustiche in mappe morfo-batimetriche, dei fondali marini. Attraverso l'uso del colore e di tecniche tradizionali come l'acquerello, i dati si trasfigurano in visioni astratte e poetiche che celebrano il mare come culla ancestrale della vita. L'integrazione tra realtà virtuale e arte consente così al pubblico di percepire sensorialmente la complessità della ricerca scientifica.
Installazione intermediale – Science-art – Multibeam Echo Sounder (MBES) – Mappatura morfo-batimetrica – Fiaba ecologica
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