Adua e le altre
Cinema, prostituzione e spazio simbolico dello Stato nel cinema italiano degli anni Cinquanta
Parole chiave:
prostituzione, melodramma, censura, dopoguerra, cinema italianoAbstract
Questo saggio assume la figura della prostituta nel cinema italiano degli anni Cinquanta come osservatorio privilegiato per interrogare il nesso tra esclusione femminile dall’economia produttiva e costruzione simbolica dell’ordine statale. L’analisi indaga la risonanza della lunga tradizione regolamentarista nel cinema del decennio attraverso quattro casi emblematici: Persiane chiuse (1951), Roma ore 11 (1952), Totò e Carolina (1955) e Adua e le compagne (1960). Sul piano metodologico, la ricerca intreccia analisi filmica, inquadramento storico con prospettiva di gender e indagine d’archivio sui materiali di produzione, ricostruendo come, nel passaggio dal regolamentarismo all’abolizionismo, le pratiche di revisione/censura abbiano orientato i regimi di visibilità della prostituzione e contribuito a negoziare i confini tra lavoro, rispettabilità e cittadinanza femminile.
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