La poesia di Blok e la “lingua altrui”
Parole chiave:
Blok, Simbolismo, Lingua altrui, Solov’ev, DanteAbstract
Nonostante la poetica e l’estetica di Aleksandr Blok si compattino in una grande idea di fondo, la sua scrittura lirica non ci appare statica, e men che meno ripetitiva. Si propone qui, nel prisma del concetto di “lingua altui” così opportuno per la sua opera, un rapidissimo itinerario nell’universo lirico di Blok che, fatte salve inevitabili approssimazioni e omissioni, deviazioni locali e contingenti elementi in controtendenza, è atto a offrire un’immagine soddisfacente del corpus poetico di questo autore nel suo svolgersi diacronico.
Il presente contributo era stato pubblicato nel volume Sui primi poeti del Novecento: la generazione degli anni Ottanta, a cura di Giuseppe Merlino, Roma, Bulzoni, 1995, pp. 81-100 («I libri dell’Associazione Sigismondo Malatesta. Studi di letteratura comparata e teatro», 6).
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