“I have decreed not to sing in my cage”. Melancholy at Court from Castiglione to Shakespeare’s “Much Ado About Nothing”

Autori

DOI:

https://doi.org/10.6093/sigma.v0i5.8770

Parole chiave:

Shakespeare, Much Ado About Nothing, Castiglione, uncourtliness, melancholy

Abstract

In light of the well-established presence of Castiglione’s The Book of the Courtier in Shakespeare’s Much Ado About Nothing, I will focus on the villain of the play, Don John, and emphasise the hitherto unacknowledged similarities between his character and the melancholic courtiers against whom Castiglione had warned in his work. In so doing, I will underscore how Shakespeare did not limit to a simplistic construct of imitation and adaptation of his Italian model, but proved to be well aware of the contemporary debates surrounding the spreading and the dangerous effects of melancholy.

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Biografia autore

Cristiano Ragni, Università di Genova

Cristiano Ragni è Assegnista di Ricerca in Letteratura Inglese all’Università degli Studi di Genova. Dopo il Dottorato di Ricerca a Perugia, è stato Assegnista a Torino per un anno. Si occupa principalmente dei rapporti fra teatro, politica e teologia nell’Inghilterra elisabettiana. Oltre a diversi contributi in volumi collettanei e riviste scientifiche di settore, ha curato la prima edizione italiana de Il Massacro di Parigi di Christopher Marlowe (2017) e pubblicato la monografia La Nazione e il Teatro. Alberico Gentili, Shakespeare e l’Inghilterra elisabettiana (2020).

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Pubblicato

2021-12-20

Come citare

Ragni, C. (2021). “I have decreed not to sing in my cage”. Melancholy at Court from Castiglione to Shakespeare’s “Much Ado About Nothing”. SigMa - Rivista Di Letterature Comparate, Teatro E Arti Dello Spettacolo, (5), 395–411. https://doi.org/10.6093/sigma.v0i5.8770