Avanguardia e modernismo, guerra e fascismo
Una lettura tematico-comparativa dei “Canti” LXXII e LXXIII
Parole chiave:
Avanguardia, Ezra Pound, Filippo Tommaso Marinetti, guerra, modernismoAbstract
Lo scopo dell’articolo è quello di proporre, mediante una lettura dei cosiddetti “Canti Italiani” di Ezra Pound, una panoramica coerente circa l’aspra critica che il poeta dell’Idaho muove alla guerra e alle sue radici. L’analisi sarà resa possibile dall’intersecarsi poetico, ideologico e biografico, fra l’esperienza poundiana, quella del leader futurista Filippo Tommaso Marinetti e l’eredità della tradizione poetica italiana. Si cercherà quindi di condurre un’analisi di tipo comparatista e di dimostrare come, nell’avversione storica al conflitto, giochi un ruolo cruciale non solo la profonda fede poundiana nei confronti del fascismo italiano, ma un complesso intarsio di motivi che pongono, uno di fronte all’altro e nel ricordo di Cavalcanti, il sentimento modernista della Krisis poetico-etica e il volontarismo avanguardistico. Saranno dapprima indagate le modalità con cui si oppongono il volontarismo militarista del futurismo e la riflessione economico-intellettuale della poesia poundiana. Si osserverà poi come quest’ultima si presenti come superiore al primo proprio grazie a un dialogo serrato con l’eredità filosofico-linguistica della tradizione italiana del Duecento. Il punto di partenza dei “Canti italiani” e della loro specifica tematicità permetterà infatti una comparazione teorica fra due sistemi ideologico-linguistici che, alle soglie della metà del secolo scorso, pur apparendo inconciliabili, condividono, alla loro radice, la medesima esigenza di rinnovamento culturale.
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