…Quell’arco corbusiano – è così elegante, così intelligente. Il Palazzo dei Soviet e la Stazione Termini di Roma si incontrano in Scozia

Autori

  • Chiara Velicogna Università Iuav di Venezia

DOI:

https://doi.org/10.6093/2532-2699/12715

Parole chiave:

Glasgow, Aeroporto di Renfrew, architettura aeroportuale, arco parabolico, William Hardie Kininmonth

Abstract

Nel 1931 Le Corbusier partecipa al concorso per il Palazzo dei Soviet con il celebre progetto i cui le travi di copertura dell’auditorium vengono sostenute tramite tiranti da un grande arco parabolico in cemento armato. Sebbene questo progetto sia destinato a rimanere sulla carta, nel 1954 – ventidue anni più tardi – a Renfrew, vicino a Glasgow, William Kininmonth (dello studio scozzese Rowand Anderson, Kininmonth and Paul) realizza una versione in scala ridotta della stessa struttura ad arco parabolico per il nuovo terminal passeggeri dell’aeroporto. Oltre a una maggiore semplicità costruttiva, questa riduzione di scala comporta l’adattamento di un progetto monumentale a un sito più piccolo e a un programma differente: la forma architettonica – e la sua espressione strutturale – si distaccano da una funzione specifica.

Jean-Louis Cohen ha riconosciuto in alcune strutture di Freyssinet – in particolare negli hangar di Orly – uno dei possibili riferimenti adottati da Le Corbusier per l’arco del Palazzo dei Soviet, progettato a una scala maggiore rispetto agli hangar di Orly. Il progetto di Kininmonth può essere interpretato come una sorta di chiusura di un cerchio, dove il progetto di Le Corbusier viene di nuovo ridimensionato e impiegato in un terminal aereoportuale. Un ulteriore modello entra però in gioco per terminal di Renfrew, anch’esso adottato in scala ridotta: la stazione Termini a Roma di Montuori e Vitellozzi, in particolar modo la struttura in cemento armato della pensilina e dell’atrio vetrato, elegantemente combinata da Kininmonth con l’arco corbuseriano.

L’articolo indaga il progetto interpretandolo come l’elaborazione di due modelli diversi, “esportati” da contesti differenti e ridotti in scala per poter essere efficacemente combinati; analizza inoltre la ricezione dell’edificio dopo la costruzione e il riconoscimento – o meno – dei suoi modelli, fino al suo precoce abbandono e demolizione. Nel 1966, dopo poco più di un decennio dalla costruzione del nuovo terminal, l’aeroporto di Renfrew viene infatti dismesso: il nuovo edificio non è infatti abbastanza flessibile per i flussi di traffico in costante aumento: la combinazione ben congegnata dei due modelli si rivela allo stesso tempo elemento distintivo e limite insormontabile.

Biografia autore

Chiara Velicogna, Università Iuav di Venezia

Chiara Velicogna, storica dell’architettura, ha conseguito il dottorato in Storia dell’Architettura e dell’Urbanistica presso lo Iuav di Venezia con una tesi sulla Clore Gallery di James Stirling. I suoi interessi di ricerca si concentrano principalmente sull’architettura del XX secolo, in particolar modo sul contesto britannico del secondo dopoguerra e i suoi scambi con l’Italia. Ha inoltre condotto ricerche presso lo Iuav sui fondi bibliografici di Giorgio Wenter Marini e Vittorio Gregotti e come consulente di ricerca per l’Académie de France à Rome e R.F.I. (Rete Ferroviaria Italiana). Attualmente è assistente alla didattica presso il Politecnico di Milano ed è membro del comitato editoriale de “la rivista di Engramma”.

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Pubblicato

2026-02-05

Come citare

Velicogna, C. (2026). …Quell’arco corbusiano – è così elegante, così intelligente. Il Palazzo dei Soviet e la Stazione Termini di Roma si incontrano in Scozia. Studi E Ricerche Di Storia dell’architettura, 2(18), 142–159. https://doi.org/10.6093/2532-2699/12715

Fascicolo

Sezione

Articoli