Il senso del lavoro: storie di vita e traiettorie lavorative di donne ucraine dal settore domestico-assistenziale al terzo settore

Autori

  • Giuseppe Gargiulo
  • Emanuele Scognamiglio University of Naples Federico II

DOI:

https://doi.org/10.6093/2723-9608/10839

Parole chiave:

Female migrant workers, occupational segregation, vertical job promotion, third sector, Ukrainian war

Abstract

L'invasione russa dell'Ucraina ha avuto conseguenze per una componente di lavoratrici ucraine che vive da anni a Napoli, città con una presenza radicata di quella comunità. La crescente richiesta di mediatori linguistici e culturali nel terzo settore locale, legata alle esigenze della popolazione in fuga, ha necessariamente intercettato una forza lavoro presente sul territorio da tempo e impiegata esclusivamente nel settore domestico-assistenziale.

Adottando l'approccio biografico-narrativo, abbiamo individuato dieci lavoratrici ucraine come protagoniste nel passaggio al terzo settore con l'obiettivo di indagare quelle traiettorie di carriera caratterizzate dall'uscita dalla «trappola del lavoro domestico» (Fullin & Vercelloni, 2009, p. 433). Coglierle in questa fase di transizione tra lavori ha permesso, innanzitutto, di ricostruire i processi di creazione e trasformazione dei loro percorsi d'azione anche in relazione a fenomeni sociali più ampi. Inoltre, il continuo rimando tra passato, presente e futuro – tipico dell'approccio adottato – ha permesso di far luce a posteriori sui percorsi delle lavoratrici migranti inserite nell'ambito domestico assistenziale caratterizzato da invisibilità sociale e lavorativa. Seguendo una lettura lavoristica, nell'analisi del percorso tra vecchia e nuova occupazione, le interviste sono analizzate principalmente attraverso le tre funzioni a cui assolve il lavoro: materiale, espressiva e della socializzazione. A partire dalle tre funzioni, le intervistate danno un senso al lavoro, soppesando i significati attribuiti ad esse. Il significato attribuito che prevale in termini di rilevanza soggettiva diviene principio selezionatore che orienta il senso delle scelte lavorative e gli scopi di profitto tra il piano materiale e quello simbolico. Testimoniano, quindi, che le scelte lavorative individuali non rispondono unicamente a criteri di natura strettamente economica e che motivazioni economiche e non economiche sono profondamente intrecciate: le nuove esperienze lavorative quotidiane sono un'occasione sia per esprimere le proprie potenzialità e capacità lavorative represse da anni di lavoro all'interno delle mura domestiche sia per promuovere orizzonti rinnovati a partire dalla consapevolezza di un'integrazione finora non andata a buon fine. Tutte madri, è quando parlano dei propri figli che si disvela il significato attribuito all'attuale traiettoria lavorativa: quello relativo alla volontà di raggiungere un maggiore riconoscimento sociale perseguito con il passaggio dal ruolo di badante e/o colf a quello di operatore sociale, che viene percepito come volano di emancipazione per sé e per la propria famiglia.

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Pubblicato

2024-11-30

Come citare

Gargiulo, G., & Scognamiglio, E. (2024). Il senso del lavoro: storie di vita e traiettorie lavorative di donne ucraine dal settore domestico-assistenziale al terzo settore. Fuori Luogo. Rivista Di Sociologia Del Territorio, Turismo, Tecnologia, 20(3), 111–124. https://doi.org/10.6093/2723-9608/10839