Margiotta e l’ermeneutica formativa. Indagine sui Kleine Schriften di Gadamer
DOI:
https://doi.org/10.6093/2284-0184/12765Parole chiave:
Comprensione, Mediazione, Linguaggio, Circolo Ermeneutico, Universalità.Abstract
La nostra ricerca sul giovane Margiotta va a toccare, nello specifico, la portata ermeneutico-formativa dei saggi gadameriani contenuti in Kleine Schriften (vol. I), editi tra il 1947 e il 1964. La curatela dell’opera, e in parte la traduzione, trovano spazio editoriale nel 1973. Dopo la laurea in Filosofia e la specializzazione in Logica, lo studioso italiano approfondì temi di Storia della Logica in diverse università tedesche: Monaco di Baviera, Munster, in Bassa Sassonia, e Heidelberg, dove si interessò agli sviluppi dell’ermeneutica di Hans Georg Gadamer con una sua linea prospettica. La strategia di fondo verte sull’intenzione di leggere la sua opera filosofica in modalità “esplicitamente” educativa, senza per questo giungerne ad una sua proposta “applicativa” nel processo formativo. Data la solida preparazione logico-epistemologica, egli si orienta sulla possibilità di una “metodica universale” della formazione che richiama anche aspetti del pensiero heideggeriano: dalla “storicità dell’esserci” alla centralità del linguaggio. Nei saggi di Gadamer, inoltre, assumono centralità argomenti che mantengono stringente attualità, come il “controllo dei rapporti interpersonali” e l’analisi ermeneutica dei fattori che caratterizzano la comunicazione. Infine il giovane filosofo dell’educazione si concentra criticamente sul significato di deliberare con sé stesso, caratterizzante le situazioni che necessitano di una scelta. L’impianto epistemologico della nostra riflessione è di carattere ermeneutico, l’approccio metodologico dell’analisi è qualitativo.
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