Rethinking the Mind-Body Problem: Language, Interoception, and the Foundations of Subjectivity
DOI:
https://doi.org/10.6093/2284-0184/13154Parole chiave:
Problema mente-corpo, Linguaggio, Sé corporeo, Interocezione, Cognizione incarnataAbstract
In generale, i concetti astratti si riferiscono ad aspetti che indicano caratteristiche soggettive e introspettive. Un concetto è considerato astratto quando non ha una controparte fisica diretta e si riferisce a proprietà che emergono dall'esperienza individuale. La mente è spesso considerata un'entità astratta perché non è direttamente osservabile come lo è un oggetto materiale. Ciò ha dato origine al problema mente-corpo e alla difficoltà di conciliare la natura materialistica del mondo con la natura immateriale dei fenomeni mentali. In questo senso, la tesi qui proposta è vicina a una forma di monismo naturalistico, secondo cui gli stati mentali sono processi corporei e neurofisiologici, ma la loro apparente alterità deriva da una categorizzazione linguistica storicamente stratificata. L'obiettivo di questo articolo è esplorare l'idea che il problema mente-corpo non sia dovuto a una separazione ontologica tra materiale e immateriale, ma piuttosto a un problema linguistico ed epistemologico. Questo lavoro è diviso in tre sezioni: la prima sezione delinea le principali prospettive filosofiche che sono state proposte per rispondere al problema mente-corpo, fornendo un quadro di riferimento per la sua comprensione. La seconda sezione esplora in profondità la proposta linguistico-epistemologica di Friedland. Infine, nella terza parte, questa teoria viene integrata con studi di neurofisiologia e interocezione, al fine di proporre un modello che integri linguaggio, corpo e coscienza e superi il dualismo cartesiano.
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