La fatica e l’esercizio

Idee di letteratura in Tommaso Landolfi e Maurice Blanchot

Autori

  • Giovanni Salvagnini Zanazzo Università di Padova

Parole chiave:

Landolfi, Blanchot, Teoria della letteratura, autocoscienza, mistica

Abstract

Il contributo analizza le idee di letteratura in Tommaso Landolfi e Maurice Blanchot come via privilegiata per inquadrare una poetica autoriale. Landolfi, a causa del peso dell’autocoscienza sulla sua capacità di agire, è costretto a una scrittura frammentaria e ferocemente auto-denigratoria. Blanchot, al contrario, concepisce il fatto letterario come strategia per rendere meglio percepibile, attraverso una pratica continuativa, un silenzio destinato altrimenti a rimanere nascosto.

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Biografia autore

Giovanni Salvagnini Zanazzo, Università di Padova

Giovanni Salvagnini Zanazzo è dottorando presso l’Università di Padova. Il suo progetto di ricerca indaga le rappresentazioni della soggettività negativa nella letteratura italiana e francese del Novecento. Ha studiato all’Université Grenoble Alpes e partecipato a svariati convegni nazionali e internazionali. Ha pubblicato saggi in riviste accademiche sul giapponismo francese, su autori italiani e francesi (tra cui Landolfi e Blanchot) e su questioni di teoria letteraria.

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Pubblicato

2025-12-15

Come citare

Salvagnini Zanazzo, G. (2025). La fatica e l’esercizio: Idee di letteratura in Tommaso Landolfi e Maurice Blanchot. SigMa - Rivista Di Letterature Comparate, Teatro E Arti Dello Spettacolo, (9), 357–374. Recuperato da https://serena.sharepress.it/index.php/sigma/article/view/12671

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