“A white blossom into the domain of the winds”. Lillian Gish, figura tragica ed epica in Griffith e Sjöström
Parole chiave:
Lillian Gish, David Wark Griffith, Victor Sjöström, Giglio infranto, Il ventoAbstract
Diretti a quasi un decennio di distanza l’uno dall’altro – momento di massima fioritura del muto, nel primo caso, e del suo imminente tramonto, nel secondo – Broken Blossoms (Giglio infranto, 1919) di David Wark Griffith e The Wind (Il vento, 1928) di Victor Sjöström segnano due fra i risultati più alti nella carriera della silent star Lillian Gish, nonché due fra i suoi sodalizi professionali più riusciti. Entrambe le pellicole ci parlano di modalità differenti con cui il racconto cinematografico ha saputo rielaborare l’ingombrante eredità dell’immaginario tragico ed epico. Al momento della sua trionfale uscita, il capolavoro di Griffith fu salutato dalla stampa come una novella versione della tragedia. Dopo una tiepida accoglienza, The Wind seppe invece imporsi nei termini di un’originalissima rivisitazione del western in chiave femminile.
Il presente saggio verte su come Griffith e Sjöström abbiano sfruttato, con i rispettivi film, modelli narrativi desunti dalla tradizione tragica ed epica. Le virtuosistiche interpretazioni di Gish sono utilizzate come prospettiva privilegiata per condurre una riflessione che unisce fra loro due grandi nomi del muto. Al contempo, particolare attenzione è rivolta al fermo convincimento della diva, elaborato a posteriori anche in sede teorica, di essere pienamente autrice della propria performance seppur all’interno di una ineludibile collaborazione artistica.
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