La poesia di Blok e la “lingua altrui”

Autori

  • Cesare G. De Michelis Università di Roma Tor Vergata

Parole chiave:

Blok, Simbolismo, Lingua altrui, Solov’ev, Dante

Abstract

Nonostante la poetica e l’estetica di Aleksandr Blok si compattino in una grande idea di fondo, la sua scrittura lirica non ci appare statica, e men che meno ripetitiva. Si propone qui, nel prisma del concetto di “lingua altui” così opportuno per la sua opera, un rapidissimo itinerario nell’universo lirico di Blok che, fatte salve inevitabili approssimazioni e omissioni, deviazioni locali e contingenti elementi in controtendenza, è atto a offrire un’immagine soddisfacente del corpus poetico di questo autore nel suo svolgersi diacronico.

Il presente contributo era stato pubblicato nel volume Sui primi poeti del Novecento: la generazione degli anni Ottanta, a cura di Giuseppe Merlino, Roma, Bulzoni, 1995, pp. 81-100 («I libri dell’Associazione Sigismondo Malatesta. Studi di letteratura comparata e teatro», 6).

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Biografia autore

Cesare G. De Michelis, Università di Roma Tor Vergata

Cesare G. De Michelis (Roma, 1944) è professore emerito di Letteratura Russa dell’Università di Roma ‘Tor Vergata’, dove ha insegnato per trent’anni, dopo un decennio all’Università di Bari. Nei suoi numerosi e rinomati studi si è occupato di cultura russo-antica e di quella moderna e contemporanea, dal Settecento al Novecento. Ha affiancato alla ricerca un’intensa attività di traduttore (Puškin, Gogol’, Dostoevskij, Tolstoj, Brjusov, Blok, Pasternak, Šklovskij) e pubblicistica.

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Pubblicato

2025-12-15

Come citare

De Michelis, C. G. (2025). La poesia di Blok e la “lingua altrui”. SigMa - Rivista Di Letterature Comparate, Teatro E Arti Dello Spettacolo, (9), 376–393. Recuperato da https://serena.sharepress.it/index.php/sigma/article/view/12753

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