Le lezioni della scala. Trasformazioni dell’ordine gigante da Michelangelo a Piranesi, 1536-1750. I. Dall’Italia del Cinquecento alla Francia del Seicento
DOI:
https://doi.org/10.6093/2532-2699/13177Parole chiave:
scala, ricezione, Michelangelo, ordini, analisi policentrica, geografia architettonicaAbstract
Contrariamente a tutte le teorie accademiche, che prescrivono schemi proporzionali specifici per ciascun ordine, l'ordine gigante fu codificato da Michelangelo intorno al 1540. Esso svolse un ruolo fondamentale nel suo nuovo progetto per il Campidoglio, consentendogli di riorganizzare le facciate delle strutture medievali preesistenti. L'ordine non aveva una misura propria, ma utilizzava una scala flessibile per il fusto, unificando i supporti verticali delle facciate che dovevano essere adattati a edifici di dimensioni diverse. Questo motivo, che ha lasciato scarse tracce teoriche, suscitò una risposta fortemente negativa da parte di Claude Perrault e fu oggetto di controversia nel dibattito tra Perrault e Bernini riguardo alla proposta di quest'ultimo per il Louvre del 1664, dove fu un fattore chiave nella sua sconfitta nel concorso per quell'edificio. Nonostante questa battuta d'arresto, grazie agli effetti di grandiosità e sublimità che vi furono strettamente associati (e in particolare all'idea del sublime invocata nel periodo a partire dal 1543), si diffuse rapidamente in tutta Europa, diventando un segno distintivo dell'architettura barocca, in particolare nei palazzi sfarzosi e nelle chiese di grandi dimensioni.
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