V. 2 N. 18 (2025): Giochi di scala

					Visualizza V. 2 N. 18 (2025): Giochi di scala

«La città è una sorta di grande casa, e la casa a sua volta una sorta di piccola città», diceva Leon Battista Alberti riecheggiato da Palladio. Eppure, è proprio dalla rottura dell’idea di una diretta corrispondenza fra micro e macrocosmo che facciamo in genere cominciare l’età moderna: da quando, cioè, Brunelleschi dimostrò ai suoi concittadini che il modello ligneo di Santa Maria del Fiore e la chiesa in costruzione erano due cose diverse, e che le misure della seconda – le misure, non le proporzioni – richiedevano per essere materialmente edificate soluzioni originali, mai prima escogitate dall’uomo.

Questo numero di SRSA si propone di riflettere su una questione con cui l’architettura si confronta da sempre: il problema degli ordini di grandezza. Che ruolo giocano i fattori di scala nelle dinamiche costruttive? In che modi, e con quali gradi di consapevolezza, questi fattori sono stati tematizzati nel corso della storia? Sino a che punto le idee di teorici e trattatisti si sono poi riflesse nell’attività pratica degli architetti? E – per spostare l’attenzione dagli oggetti di studio alle lenti che inforchiamo per guardarli – in quale misura le variazioni di focale ci consentono di cogliere aspetti di volta in volta diversi della dinamica storica? 

Pubblicato: 2026-02-05

Fascicolo completo

Editoriale